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Istruzioni per lo “Sfuso”: come acquistare prodotti senza imballaggio

Istruzioni per lo “Sfuso”: come acquistare prodotti senza imballaggio

La migliore strategia per favorire la riduzione dei rifiuti è quella di evitare la loro produzione. I prodotti sfusi vanno proprio in questa direzione, perché evitando l’uso degli imballaggi, riducono i rifiuti ad essi correlati. Dobbiamo essere consapevoli che riciclare infatti non basta, in quanto i processi di riciclo producono comunque importanti impatti ambientali legati all’energia e alle materie prime utilizzate nel processo. Vi è poi il problema dei trasporti legati al conferimento dei rifiuti nei centri di riciclo. Inoltre, durante il riciclo molti materiali, come plastica e carta, perdono alcune delle loro caratteristiche e spesso il prodotto che si ottiene ha una qualità inferiore di quello primario. Capita inoltre che non possa neanche più essere riciclato. Infine occorre considerare che gli imballaggi sono anch’essi dei prodotti e a loro volta richiedono energia e materie prime, generando emissioni ed impatti ambientali. Occorre quindi andare oltre gli imballaggi e in molti casi i prodotti sfusi possono essere una valida alternativa. Purtroppo, la diffusione dei negozi sfusi non è ancora così ampia e anche i consumatori non sono sempre pronti a cambiare il proprio modo di fare la spesa. Per questo sarebbero utili degli incentivi che facilitino il cambiamento in questa direzione. Un tentativo di supportare la vendita dello sfuso è quello introdotto di recente dal decreto clima, attualmente in fase di approvazione. Tra le novità, è previsto un contributo fino a 5.000 euro per i negozi che attrezzeranno dei “green corner”, ossia spazi dedicati alla vendita di prodotti sfusi o alla spina, sia alimentari che detergenti. I commercianti possono usufruire di questo bonus a fondo perduto per innovare la loro rivendita e rendere così i nostri acquisti più sostenibili.

Come possiamo quindi prepararci per fare la spesa in questi nuovi negozi che nasceranno? Per acquistare i prodotti senza imballaggio, dobbiamo innanzitutto abituarci a portare con noi i contenitori che servono al loro trasporto. Ad esempio, bottiglie per acquistare liquidi e bevande, scatole o barattoli richiudibili per tutti quei prodotti che si vendono in piccola o media pezzatura; infine sacchetti, meglio se di stoffa, per trasportare prodotti più o meno grandi o gli stessi contenitori.
Inoltre, quando arriviamo in negozio, dobbiamo ricordarci di pesare i nostri contenitori, per evitare di sommare il suo peso a quello del prodotto quando si determina il prezzo da pagare. Per fare ciò, in alcuni shop, esiste già un sistema che attraverso un’etichetta indica il peso del nostro imballaggio da stornare. In altri negozi di dimensioni più piccole possiamo accordarci direttamente col negoziante oppure scrivere il peso del contenitore direttamente sulla confezione. Infine, può capitare anche che vi siano rivendite che non accettino i contenitori dei clienti, ma ne propongano dei propri come vuoti a rendere.

Un altro consiglio è quello di dotarsi di un imbuto, utile per riempire in maniera più agevole il contenitore, soprattutto se l’erogatore è più grande dell’apertura del barattolo. Acquistare senza rifiuti da imballaggio è possibile, ma forse richiede ancora un po’ di impegno e di flessibilità. Sperimentando e ingegnandoci un po’ possiamo scoprire che le possibilità di acquistare in modo più sostenibile sono tante e non così difficili. Proviamo quindi attivarci e orientarci verso quelle scelte che possono dare una mano anche all’ambiente.

di Francesca Cappellaro, ricercatrice in Transizione sostenibile ed economia circolare

 

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