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Come sostenere i consumi bio? Gli olandesi puntano a eliminare l’Iva

Come sostenere i consumi bio? Gli olandesi puntano a eliminare l’Iva

Come sostenere i consumi del biologico e informare i cittadini sui valori dell’agricoltura bio? Per il settore biologico olandese la risposta potrebbe essere abolire l’Iva (attualmente al 9%) sui prodotti “organic”. È quanto emerge in un piano in 10 punti che dovrebbe essere presentato al ministro dell’Agricoltura, Carola Schouten.

L’impulso a incentivare i consumi è frutto dell’indagine sul settore condotta da Iri, che ha evidenziato che i prodotti biologici nel Paese rappresentano solo il 3,21% degli oltre 40 miliardi di euro spesi nei supermercati nel 2019, appena lo 0,2% in più rispetto all’anno precedente, come riportano le cronache.

Gli sforzi, per Michael Wilde, direttore dell’associazione di categoria Bionext, devono andare nella direzione di un “sistema agricolo sano, equo e sostenibile, ma per questi obiettivi serve una politica forte, incentrata sia sul consumo che sulla produzione. Chiediamo alla politica di creare una sorta di task force con noi”.

L’idea di abbattere l’Iva sui prodotti biologici piace anche in Italia. Francesco Giardina, responsabile del settore Produttori biologici di Coldiretti, si spinge oltre. “Ridurre l’Iva al biologico è una misura che risponde sicuramente all’esigenza di incrementate i consumi e va benissimo, potrebbe essere estesa anche a tutto il comparto agroalimentare e non solo al bio, ma ad una condizione, che il taglio dell’Iva sia destinato specificatamente alle produzioni 100% Made in Italy e con politiche di riequilibrio del valore lungo la filiera.

Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vicepresidente Federbio, chiede uno sforzo ulteriore, valutando “incentivi specifici per il consumatore, attraverso leve fiscali come è stato fatto per l’edilizia”. “Perché non studiare – propone Bartolini - una sorta di eco-bonus per il canale Horeca, che si applica a chi produce lungo la filiera rispettando l’ambiente e a chi acquista con la medesima attenzione? Oggi grazie a QR code e Blockchain potremmo tracciare i prodotti, permettendo anche a chi acquista di portare la spesa in detrazione, sostenendo i consumi biologici e sostenibili”.

Per Bartolini, tuttavia, “è necessario affrontare l’argomento Politica agricola comune con occhi nuovi, ampliando il contesto del dialogo da una visione meramente produttiva agricola a un contesto agroalimentare rivolto al mercato, all’ambiente, alle produzioni biologiche e razionali, dove anche l’agricoltura di precisione può accompagnare l’evoluzione di una moderna agricoltura”. Per Copagri “la proposta del comparto biologico olandese di abolire l’Iva, attualmente al 9%, sui prodotti biologici, così da aumentare la domanda dei consumatori, è senza dubbio condivisibile e risulta di notevole rilevanza per raggiungere gli obiettivi comunitari sul tema – osserva il sindacato guidato da Franco Verrascina -. Non bisogna però dimenticarsi dell’agricoltura tradizionale, che necessita della medesima attenzione e di una analoga azione legata agli incentivi e agli sgravi fiscali, altrettanto fondamentali per raggiungere le importanti indicazioni comunitarie in materia di sostenibilità ambientale. Appare prioritario, in tal senso, puntare con decisione sulla cosiddetta agricoltura integrata, che permetterebbe di dare una bella svolta al modo di fare agricoltura nel mondo, e aprire un serio e costruttivo dibattito sulle possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione, a partire dalle numerose sperimentazioni in materia di genoma editing”.

Fonte: www.b-opentrade.com

 

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