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Storie di Uomini e di Caffè

Storie di Uomini e di Caffè



“Carattere è Destino.”
Eraclito

Incontrai questa citazione di Eraclito nell’inverno della mia quarta elementare: ora di lettura in classe, pagine ingiallite su banco di formica verde, compagni immersi in altre storie; una frase priva di senso, ma in odore di essere un messaggio di una certa importanza.

La prima volta non colsi; forse per questo l’ho ritrovata decine e decine di volte: ogni volta un giro di ruota, lo sguardo da fuori a dentro, a guardarmi ciò che sono oggi come conseguenza delle azioni di ieri. Mi ha aiutato a cercare le domande, a cambiare le decisioni, definire obiettivi, chiedere alle abitudini. Carattere di oggi è già Destino di domani. Carattere e Destino sono il lessico e la trama con cui scriviamo la nostra storia personale, giorno dopo giorno.

Tutti noi siamo fatti di storie: sogniamo la nostra e sbirciamo in quelle degli altri. Cerchiamo ispirazioni nei libri, alla radio, alla televisione: storie di vite straordinarie eppure plausibili, esotiche eppure possibili. Altre storie in altre realtà.

Facebook ed Instagram sono finestre da cui spiare e lasciarci spiare; lo schermo abbellisce la verità in entrambe le direzioni, nella realtà rimane l’intimo esercizio di apnea.

Eppure, se Carattere è Destino, le storie di cui scegliamo di nutrirci hanno la loro importanza: nutrono la nostra identità, ci indicano la via nelle scelte, ci aiutano a dare un senso al caos ed agli eventi.

Per noi a L’Albero, il caffè è il mezzo sul quale fare viaggiare le storie che abbiamo scelto per nutrirci.

Ho incontrato la frase “Storie di uomini e di caffè” qualche anno fa: l’ho trovata talmente bella e vera che ho cercato l’autore. Fatelo anche voi. Oggi siamo amici e “facciamo cose” insieme. Per uomini, qui, si intende esseri umani, senza distinzione di genere e di età. Da anni lavoro come tecnico nelle comunità di produttori: scherzando con gli amici ero solito dire che i caffè e gli uomini che li hanno coltivati hanno lo stesso carattere, e mi divertivo a dimostrarlo: l’acidità orgogliosa e preponderante del Guatemala Huehuetenango è simile al carattere dei Maya Màm, autoreferenziali e poco inclini alla collaborazione sociale. Due ore di cammino ad oriente, semplicemente scavallando la Sierra de Los Cochumatanes, il carattere pacifico dei Maya Q’etchìs combacia con il loro caffè morbido e dolce, buono da solo, certamente, ma utilissimo in miscela per la capacità di dialogare con gli altri caffè, praticamente tutti. Un modo per giocare in compagnia. Però qualcosa di vero c’è: tanto gli esseri umani tanto i caffè crescono nutrendosi nel e del territorio.

Ogni territorio ha regole sociali, dinamiche e consuetudini proprie. Ed è questa la componente esotica che di norma cerchiamo nelle storie: l’ambiente in cui si svolgono. Un ambiente esotico consente trame esotiche. Perchè la trama è figlia dell’ambiente.

Esotico è qualcosa di abbastanza lontano da noi da essere in parte sconosciuto, con consuetudini diverse che rendano plausibili azioni avvincenti che nella nostra quotidiana realtà non sono possibili.

Parlando di ambienti esotici, è lo stesso per il cacao o il the, l’olio di palma o le banane.
Dove si coltivano, tutta la vita ruota attorno alla coltivazione predominante: è come parlare di mele in Trentino o di nocciole nelle Langhe. Modella sia il territorio sia le persone. Le consuetudini, le regole, le dinamiche sociali sia superficiali (visibili) sia profonde (invisibili), gli equilibri, i vincoli e le possibilità. Se l’ambiente è il campo da gioco, il prodotto determina le regole del gioco.

Nel caffè le regole del gioco sono le più dure, ingiuste, a livelli diversi, più profondi e più stratificati: è qui che la lotta tra bene e male, tra giusto e ingiusto, tra potenti e sottomessi è alla sua massima espressione. Non è la commodity caffè ad essere esotica, ma le trame delle storie che possono nascere negli ambienti dove si coltiva caffè: storie profonde e bellissime, estreme eppure vere.
Le storie non le scrive né l’ambiente né il caffè: sono le persone con le loro azioni.
Dietro e dentro il movimento di liberazione Zapatista in Chiapas, alla comunità Q’etchìs che sceglie di vivere secondo le antiche regole Maya, i Quichua che difendono la Foresta Amazzonica o gli Irula e i Kurumba che vivono allo stato selvatico nella foresta vergine delle Nilgiri Hills ci sono uomini e donne che sognano, pensano, agiscono. Mettono in moto trame che diventano storie di dignità, riscatto, libertà, identità, difesa dei più deboli. Epiche, a tratti geniali, a volte esilaranti. Coraggio è Destino.

Le Storie nascono ad opera di uomini e donne con caratteri coraggiosi, illuminati e determinati. Crescono costruendo destini impensabili per intere comunità. Poi ci chiamano a farne parte. È qui la differenza tra storie di fantasia e storie vive: le storie vive si scrivono ogni giorno.
Le Storie di questi uomini e donne ci arricchiscono, alimentano la nostra vita spirituale, illuminano il nostro dialogo interiore. Ci rendono felici.

Penso che essere felici sia una fortuna. Poter amare sia una fortuna, potersi prendere cura di ciò che amiamo e ci rende felici sia una fortuna.
Penso anche che la nostra fortuna non sia solo nell’avere incontrato queste storie, ma soprattutto nell’aver deciso di parteciparvi. Fortuna vive nel centro della citazione “Carattere è Destino”: “è”, presente indicativo del verbo essere. Essere è adesso, essere è scegliere, essere è agire, essere è vivere. Noi lo facciamo dando assistenza tecnica direttamente in campo, prezzi più che giusti e prefinanziando prima della raccolta. Continuità di anno in anno, comunque sia. Finanziamo progetti sociali, asili, ambulatori. Coinvolgiamo i nostri clienti in raccolte fondi quando capitano uragani come nuove opportunità. Quando ci è possibile, portiamo a Bologna i nostri eroi e ci incontriamo tutti insieme. Così il caffè della mattina acquista volto, voce e mani.

Per i produttori, conoscere le persone che bevono il loro caffè è una gioia infinita, dona coraggio e sollievo, permette al respiro di allungarsi, al cuore di distendersi. Anche gli eroi delle storie più belle non pensano di essere davvero così speciali. Anche i nostri eroi sono persone come noi e noi possiamo essere di ispirazione per loro.
Si perde un poco in esoticità, è vero, però si diventa attori della storia ed emotivamente coinvolti.
L’Albero del Caffè fa caffè. Il caffè è il mezzo che ci permette di vivere le storie che amiamo e di portarle anche a chi sceglie di accoglierle nella propria vita.
“Storie di Uomini e di Caffè” ci piace perchè dice tutto questo in una frase semplice, concreta e musicale.

di Alessio Baschieri - L'Albero del Caffè
www.alberodelcaffe.it

 

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